MORBEGNO IN 10 PASSI

Iniziate la vostra passeggiata nel cuore pulsante di Morbegno, un itinerario a piedi che vi condurrà alla scoperta delle gemme storiche e culturali di questa affascinante città alpina

COMPLESSO DI S. ANTONIO

Di esso ne fanno parte la Chiesa di S. Antonio, voluta dai domenicani nel 1504 e frutto di un ingrandimento della prima chiesa di Santa Marta del 1401, e il convento adiacente che si sviluppa attorno a due chiostri quadrangolari porticati. L’apparato decorativo dell’interno della chiesa e del chiostro nord è quasi tutto leggibile. Oggi la chiesa è stata trasformata in auditorium.

VIA GARIBALDI - PIAZZA DEL COMUNE

Prendendo Via Garibaldi, con i caratteristici negozi sui due lati, si giunge nella contrada Berlenda, dove sorgeva il Palazzo Castelli di Sannazzaro, ora sede del Comune, e la casa del podestà. I balconcini e le decorazioni delle finestre della facciata sono il risultato di una ristrutturazione del ‘700.

CHIESA DI S. PIETRO

CHIESA DI S. PIETRO

È stata la prima vera parrocchiale di Morbegno (1337-1341), a testimonianza dell’affermarsi di una nuova realtà sociale, quella degli artigiani e dei mercanti. Oggi si presenta in forma barocca dopo la ristrutturazione del XVII secolo, quando la chiesa tornò ad essere dedicata al culto cattolico dopo il periodo protestante. L’interno è riccamente affrescato.

PIAZZA TRE FONTANE

Così chiamata per la fontana a tre bocche, è stata sede del mercato medievale. Vi si trovano prestigiosi palazzi con interessanti affreschi; tra questi San Michele vestito da soldato e il polittico settecentesco intorno alla finestra d’uscita di un balcone.

CONTRADA SCIMICÀ

CONTRADA SCIMICÀ

Il nome di questa contrada significa “in cima alle case” e costituisce il nucleo della prima Morbegno. Salendo a destra si trova la chiesetta dell’Angelo custode, una cappella privata del XVII secolo, alla quale i morbegnesi sono molto affezionati. Se si continua la salita, ci si congiunge all’antica via Priula (1592), mulattiera che porta in bergamasca. Qui è presente anche la Corte dei Miracoli, cortile cinquecentesco con lo stemma Parravicini su un architrave interno.

PALAZZO MALACRIDA

Eretto nel secolo XVIII dai Malacrida, nobile famiglia di origine lariana, l’edificio si erge nel cuore della contrada Scimicà. Nelle architetture del palazzo si possono trovare: l’impronta borrominiana per quanto riguarda le fughe prospettiche che mettono in dialogo le strutture e le decorazioni, facendo perdere all’osservatore il senso delle reali misure degli ambienti; elementi della tradizione veneziana con facciate severe e prestigiosi interni baroccheggianti e di gusto rococò: il salone d’onore, la sala degli stucchi, la sala della musica, la stanza da letto, l’alcova. Il progettista fu Pietro Solari, i pittori Cesare Ligari e Giampietro Romegialli e il quadraturista Giuseppe Coduri.

PONTE VECCHIO
VIA CARLO COTTA

PONTE VECCHIO
VIA CARLO COTTA

Il ponte attraversa il Bitto: su di esso è posta la statua di San Giovanni Nepomuceno, qui collocata nel XVIII secolo a protezione dell’abitato dalla furia delle acque del torrente Bitto, che più di una volta hanno allagato il centro storico. Dal ponte parte la via Carlo Cotta sul lato sinistro della via si possono ammirare interessanti affreschi risalenti probabilmente al XVI secolo.

VIA CORTIVACCI
BIBLIOTECA MUSEO
DI SCIENZE NATURALI

Attraverso l’arco di Via Cortivacci, si arriva ai giardini del Museo civico di Storia naturale, che è il più grande museo naturalistico della provincia di Sondrio e risiede nel palazzo Gualteroni del XVIII secolo. Vi si trova anche la Biblioteca Comunale, intitolata all’economista Ezio Vanoni, e progettata da Luigi Caccia Dominioni in pietra locale.

PIAZZA TRE NOVEMBRE
PALAZZO FOLCHER

PIAZZA TRE NOVEMBRE
PALAZZO FOLCHER

La famiglia grigionese Folcher acquistò nel XVIII secolo il palazzo da una nobile famiglia comasca e lo ristrutturò agli inizi del XX secolo. Lo storico caffè Folcher fu il luogo in cui la colta nobiltà della belle époque morbegnese si incontrava. Vicino, si trova la storica facciata del negozio di “Alimentari e coloniali Fratelli Ciapponi” con una Sacra Famiglia ottocentesca dipinta.

CHIESA DI SAN GIOVANNI

Iniziata nel 1680, venne consacrata nel 1780. Ha una maestosa facciata monumentale e al suo interno conserva numerosi affreschi di Pietro Ligari, dipinti e un reliquario con la Sacra Spina della corona di Cristo. Qui giace il Beato Andrea da Peschiera, venerato come l’apostolo della Valtellina. Attorno alla piazza si possono ammirare signorili dimore ben conservate o ristrutturate.

PONTE DI GANDA
PARCO DELLA BOSCA

Il Ponte di Ganda, strategicamente importante durante la Guerra dei Trent’Anni, metteva in comunicazione il Ducato di Milano e i Grigioni. Quello visibile oggi è stato costruito nel 1778: ha una struttura a dorso di mulo con un’ampia arcata centrale e due arcate inferiori ai lati. Offre uno degli scorci più suggestivi, passeggiando nel Parco della Bosca.

A pochi passi
dal centro

PONTE DI GANDA
PARCO DELLA BOSCA

Il Ponte di Ganda, strategicamente importante durante la Guerra dei Trent’Anni, metteva in comunicazione il Ducato di Milano e i Grigioni. Quello visibile oggi è stato costruito nel 1778: ha una struttura a dorso di mulo con un’ampia arcata centrale e due arcate inferiori ai lati. Offre uno degli scorci più suggestivi, passeggiando nel Parco della Bosca.

A pochi
passi dal
centro

CHIESA DI SAN GIOVANNI

Iniziata nel 1680, venne consacrata nel 1780. Ha una maestosa facciata monumentale e al suo interno conserva numerosi affreschi di Pietro Ligari, dipinti e un reliquario con la Sacra Spina della corona di Cristo. Qui giace il Beato Andrea da Peschiera, venerato come l’apostolo della Valtellina. Attorno alla piazza si possono ammirare signorili dimore ben conservate o ristrutturate.

PONTE DI GANDA
PARCO DELLA BOSCA

Il Ponte di Ganda, strategicamente importante durante la Guerra dei Trent’Anni, metteva in comunicazione il Ducato di Milano e i Grigioni. Quello visibile oggi è stato costruito nel 1778: ha una struttura a dorso di mulo con un’ampia arcata centrale e due arcate inferiori ai lati. Offre uno degli scorci più suggestivi, passeggiando nel Parco della Bosca.

SANTUARIO
DELL’ASSUNTA

La bramantesca chiesa dell’Assunta (1506) rappresenta l’unione perfetta tra l’arte rinascimentale e l’arte barocca. All’interno, trionfa sulla ricca decorazione pittorica, la splendida ancona lignea realizzata da Giovanni Angelo e Tiburzio Del Majno e decorata da Gaudenzio Ferrari e Fermo Stella.

SANTUARIO
DELL’ASSUNTA

La bramantesca chiesa dell’Assunta (1506) rappresenta l’unione perfetta tra l’arte rinascimentale e l’arte barocca. All’interno, trionfa sulla ricca decorazione pittorica, la splendida ancona lignea realizzata da Giovanni Angelo e Tiburzio Del Majno e decorata da Gaudenzio Ferrari e Fermo Stella.

SENTIERO MORBEGNO CITTÀ ALPINA 2019

L’itinerario è un anello di 30 km, che si sviluppa sui due opposti versanti orobico e retico, raggiungendo tutte le frazioni del comune. Ha un valore molto ampio, poiché preserva e valorizza il paesaggio nei suoi specifici elementi, dai sentieri ai muri a secco, dalle fontane ai lavatoi alle recinzioni, dai vigneti terrazzati alla selva al bosco. Può essere percorso integralmente oppure in due tappe.

COLMEN

Il Culmine di Dazio (con termine dialettale, Cólmen o Cùlmen, m 913) è, sul versante retico, il punto più alto del territorio comunale di Morbegno. Con il suo inconfondibile profilo arrotondato, si pone come spartiacque fra la media e la bassa Valtellina, fra la piana di Ardenno, ad est, ed il conoide di Talamona, ad ovest.